mercoledì 25 novembre 2009

Scherzoni (involontari?) alla ministra

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Il Tg3 fa una sfilza di servizi dedicati alla dolorosa tematica. Non può mancare l'intervista alla ministra Carfagna, che ricorda la legge sullo stalking e gli altri interventi del governo. Dietro all'esponente del governo, una serie di televisori accesi. Trasmettono I fatti vostri, Magalli e compagnia cantano e ballano. Come dire, ieri e oggi...

martedì 13 ottobre 2009

Columbus Day


Invidia invidia invidia per gli amici della Bottega che in questi giorni (pagando di tasca propria) se la spassano a Nuova York. Dove peraltro si è celebrato ieri il Columbus Day. L'efficiente ufficio stampa della regione ci racconta le prodezze venete messe in campo per l'occasione: albero di Natale in vetro di Murano, mostra sulle nostre città d'arte, sfilata di assessori (pagati di tasca... indovinate). Tutto per rilanciare l'immagine della regione nel mondo. E a proposito di immagine, imperdibile questa foto a corredo dell'ennesimo comunicato dalla Grande Mela. Nel gustoso ritratto a base di prosecco, l'assessore regionale ai Flussi migratori Oscar De Bona, l'ex ministro per gli Italiani all'estero Mirko Tremaglia, il vicepresidente della giunta regionale Franco Manzato. Prosit!

martedì 30 giugno 2009

Il boschetto della mia fantasia

Vi confido un piccolo segreto. Qui in bottega, dove tutti i giorni confeziono pagine su pagine, c'è un angolino incantato. Un boschetto della mia fantasia proprio vicino al monitor, tra i bicchieroni con penne e matite. È abitato da tre gnometti e un bullone bello pesante che doveva servire per costruire un viadotto e invece è finito qua in mezzo. Ogni tanto, preso dalle frenesie lavorative, lo sguardo mi cade sugli gnometti. E io per qualche secondo mi perdo. È successo anche oggi e - vista la cronaca di giornata - ce n'era proprio bisogno.

mercoledì 10 giugno 2009

Un simpatico quiz

Chi è il personaggio ritratto nella foto qui a fianco?

||| Michael Jackson versione più bellina

||| Il Capo di uno stato estero

||| Il fratello estroso di Renato Zero

||| L'ultimo dei Village People

||| Sergent Pepper che ha fatto carriera

||| Altro

Rispondete numerosi, metto in palio uno dei miei libri doppi: vincerà l'"altro" migliore!

martedì 9 giugno 2009

Dieci domande qualunque

Questo è il "Buongiorno" di Massimo Gramellini sulla Stampa di oggi: un ottimo articolo per la vetrina della nostra bottega. Me l'ha segnalato Ofelia che, sì, è ancora viva.

DIECI DOMANDE QUALUNQUE di Massimo Gramellini

1. Ma vi sembra normale che solo agli italiani non faccia effetto essere governati da chi condiziona il loro immaginario attraverso le televisioni?

2. Ma vi sembra normale che in tutte le interviste pre-elettorali la domanda più dura che gli hanno rivolto sia stata «ci dica»?

3. Ma vi sembra normale che i dirigenti del Pd siano tutti ex del Pci e della Democrazia cristiana?

4. Ma vi sembra normale che Clinton, Jospin, Schroeder, Blair e persino Gorbaciov facciano un altro lavoro da anni e loro invece insistano?

5. Ma vi sembra normale che Pdl e Pd abbiano perso milioni di voti e parlino solo di quelli persi dagli avversari?

6. Ma vi sembra normale che i verdi trionfino ovunque, mentre qui, appena ne vedi uno in faccia, viene voglia di tifare per l’effetto-serra?

7. Ma vi sembra normale che chi detesta Berlusconi voti Di Pietro, che è come dire: detesto il Bagaglino quindi vado a vedere Bombolo?

8. Ma vi sembra normale che l’Italia cristiana sia rappresentata in Europa da Magdi Cristiano Allam e Borghezio?

9. Ma vi sembra normale che tutti sputino addosso alla Casta e poi Mastella prenda ancora 112 mila voti di preferenza?

10. Ma vi sembro normale?

Ad almeno nove domande su dieci (compresa la numero 10) la mia risposta è no.

martedì 2 giugno 2009

Il testimone

Un caro camico si sposa domenica 21 giugno. Sarò uno dei testimoni di nozze e la cosa mi fa ovviamente piacere. La nostra amicizia può sembrare strana. Ci sentiamo pochissimo, ci vediamo anche meno, ma lui è una delle persone che sento più vicine e so che per lui è lo stesso.
Domenica mi ha telefonato per chiedermi non ricordo più cosa. E mi dice scherzando: "Oh, ma visto che sei il mio testimone potresti anche fare uno sforzo e chiamarmi tutti i giorni". Detto, fatto. L'ho chiamato ieri, l'ho chiamato oggi. Penso che farò così fino al matrimonio. Lui oggi si è messo a ridere perché non credeva che l'avrei fatto sul serio. Poi però ha giustamente osservato: "Vara ti (cioè guarda te), basta così poco". Ed è vero: bastano cinque minuti per fare e farsi un regalo sul filo di un telefono: una voce che senti cara nel mare di melma che riempie le nostre giornate. In cinque minuti non faccio manco la spesa dal verduraio qui sotto. In cinque minuti non riesco nemmeno a disegnare le pagine del giornale di domani. O a parlare con il prolisso assessore di turno. Cinque minuti non sono un cacchio, eppure tocca aspettare di diventare "testimone" per rendersi conto che si possono regalare tutti i giorni a un amico.
Perdonate il tono didattico-moraleggiante. Ogni tanto mi viene.

mercoledì 27 maggio 2009

Campionato funebre

Questa foto l'ho scattata fuori dall'abbazia di Chiaravalle (Ancona), poco prima del matrimonio di Marica e Giandiego. Se non l'avessi visto di persona, penserei anch'io ad un fotomontaggio. Ma giuro sulla testa dei figli del premier, del capo del Partito democratico, di Tonino e del leader del Grande centro che la foto non è ritoccata.


(Son contento di essere tornato ad arieggiare un po' questa bottega dei giocattoli di carta. L'ho tradita per un po' con i grandi magazzini Faccialibro. Ma ora sono stanco e trovo queste pareti tappezzate di ritagli, di foto e di volumi la tana giusta. Bentornati agli affezionati clienti.)

martedì 26 maggio 2009

Il più bello d'Italia? Non è fotogenico

Mi rendo conto che lavorare in un ufficio stampa non debba essere facilissimo. Gli "ufficiali di stampa" ritengono noi giornalai dei cagacazzi (scusate il francesismo) con la puzza sotto il naso. Il che spesso è vero. Ma devo dire che anche per me - che sono buono e caro - è difficile garantire sempre cortesia, convenienza e ampio parcheggio quando arrivo alla ventottesima telefonata del giorno e l'ufficiale di turno mi ricorda che sarebbe proprio un peccato non segnalare che alla fiera del mattonazzo di San Francesco delle Pallette la ditta Teobaldoni presenta la nuova collezione di forati.
E poi arrivano queste chicche che - lo confesso - mi rallegrano un po' la mattinata. Comunicato stampa sulle selezioni di un concorso di bellezza. Solite frasette di rito su porte di accesso alla tv, qualificate giurie, carte vincenti ecc ecc. Ma il bello viene guardando la foto. Che pare uno scherzo. Ma invece, ahimè, è vera. Ma non gliela fanno la prova di fotogenia agli aspiranti belli?


------ questo è il comunicato ------

Al XXX di XXX la selezione de il più bello d’Italia.
Le passerelle di bellezza che coinvolgono i ragazzi si stanno sempre più diffondendo. Questo venerdì 29 al XXX di XXX appuntamento con la selezione del concorso de “Il più Bello d’Italia”, produzione che mira a creare una vera e propria “porta” di accesso al mondo televisivo, della pubblicità e alla professione di modello. Non solo, il Concorso offre buone opportunità anche per chi aspira ad entrare nella Casa del prossimo “Grande Fratello”. La manifestazione, condurrà, attraverso il responso di una qualificata giuria, alle fasi successive della rassegna che ha permesso a Marco Mazzanti (eletto alla finale Nazionale dello scorso anno “Talento più Bello”), di essere proprio tra gli ospiti della Casa del Grande Fratello. A conclusione verranno assegnati i cinque titoli che garantiranno l’accesso alla finale Veneta. Chi, anche per gioco, volesse tentare questa carta vincente, può chiamare il XXX, l’iscrizione sarà immediata e, garantiscono gli organizzatori, gratuita.

Foto di gruppo per aspiranti modelli.

giovedì 9 ottobre 2008

Preside spaccasecondi

Rompo il silenzio e riapro bottega postandovi quest'Ansa fresca fresca...

VICENZA, 9 OTT - All'Istituto Magistrale Fogazzaro di Vicenza è in vigore un orario che, per un’equa ripartizione delle ore di lezione, ricorre alle frazioni di secondo. L’intervallo, ad esempio, è compreso tra le 10.22 e 30 secondi e le 10.37. Dal lunedì al venerdì, per disposizione del preside Pietro Pasetto - scrive oggi Il Gazzettino - la prima lezione inizia alle 7.45, la seconda alle 8.37 e 30 secondi, la terza alle 9.39. Dopo l’intervallo, la quarta prende avvio alle 10.37 e 30 secondi, la quinta alle 11.30, la sesta alle 12.22 e 30 secondi. Conto tondo per il termine delle lezioni, fissato nelle 13.15, e per il sabato, quando l’inizio delle lezioni è fissato alle 7.45, 8.42, 9.39, 10.51, 11.48. Per la dirigente scolastica del Veneto Carmela Palumbo, che oggi prenderà contatto con il preside del Fogazzaro, “l'unico modo per affrontare questo assetto orario per il momento è l’ironia”. “La scuola - ha detto la dirigente all’ANSA - deve concentrarsi sui suoi obiettivi primari e fare meno burocrazia ed elucubrazioni di tipo formalistico, lavorando con più intelligenza sulla questione dell’apprendimento”.

mercoledì 27 agosto 2008

Ostalgia ....canaglia.....

Ciao a tutti. Nonostante i rimbrotti del giornalaio sono viva e vegeta e torno a tediarvi con le mie parole. Durante queste vacanza ho scoperto un altro sentimento: l'ostalgia. Cosa è? Apro il dibattito. In realtà un piccolo assaggio l'ho avuto lo scorso anno a Berlino, ma l'ho corroborato ora andando a spasso nelle ex repubbliche sovietiche. Attendo le risposte ma soprattutto una discussione.

martedì 26 agosto 2008

Voci

Fanno ridere le voci eh... Nel giro di cinque minuti passi dalle stalle alle stelle, poi alle stalle di nuovo e poi ancora un giro fino a quella nuvoletta a metà strada. In questi primi giorni di riapertura, la bottega è costantemente attraversata da un venticello vocale che si porta via il chiuso di tre settimane di ferie. Alcune voci parlano di me, altre di alcuni amici giornalai, altre ancora di "semplici" colleghi. Oggetto del chiacchiericcio il prossimo giro di nomine, con annessi aumenti di stipendio, pseudorivalità, incazzature, soddisfazioni. Che cosa sia vero, il tempo ce lo racconterà. Vi tengo informati, promesso.

mercoledì 20 agosto 2008

La volpe e l'uva

L'altra sera, ospite inattesa, una volpe è venuta a farci visita. La mamma ed io eravamo rimasti a goderci il fresco sulle chianche del cortile, cullati dal venticello che accarezzava noi e le chiome verdi degli ulivi. Un piacere, dopo una giornata di sole forte e di caldo secco ma intenso.
Per caso alzo lo sguardo. Dietro l'albero secolare qualcosa - qualcuno - si muove. Piano piano, il passo impercettibile. Un gatto, penso io. «Forse è Nerina», dice mia madre, anche lei incuriosita dagli strani movimenti. Nerina è una gatta fortunata, presa a benvolere dagli abitanti del trullo e soprattutto da zia Maria, che non manca di far trovare alla felina girovaga qualche avanzo dei nostri pasti sempre troppo abbondanti.
Non so quanto ci abbiamo messo a capire che questa volta non si trattava d'un gatto. La coda lunga, di pelliccia folta e lucente, è stata la prima avvisaglia. «Che bestia è?», il primo pensiero. Seguito dall'azzardo sognante: «Forse è una volpe...». Lei intanto dall'ulivo si era avvicinata alla pompa dell'acqua. Assetata, cercava senza successo di bere. È stato lì, a una manciata di metri da me, che ho visto il musetto a triangolo, il viso affilato di un animale conosciuto sui miei libri illustrati da bambino, sull'immancabile Exupéry, nelle immagini dell'occasionale documentario. Non era certo spaventata. Forse sorpresa. Certo meno di me. Perché per lei questo - sicuro - non era il primo incontro con il bipede umano.
Ora mi piacerebbe raccontarvi che abbiamo fatto amicizia, che abbiamo parlato di rose e appuntamenti, che ha parlato dei miei capelli paragonandoli a un campo di grano. Ma sarebbe un romanzo - già scritto, per giunta - e non la realtà. Invece la volpe ha attraversato il cortile ed è scesa nell'orto, tra i pomodori e le zucchine di zio Michele. Il giorno dopo, a dimostrare che non avevo sognato, ha lasciato tracce di sè nel piccolo vigneto d'uva fragola. Ieri sera, poi, ha provato a bissare la visita. Ma eravamo in dieci a popolare il cortile del trullo. Così, captata l'atmosfera di poca intimità, ha girato la coda ed è tornata sui suoi passi.

venerdì 1 agosto 2008

La bottega chiude per ferie

Tra un articolo e l'altro, tra una pagina mandata in stampa e il richiamo di prima da cambiare sono riuscito a chiudere la benedetta valigia. E domani si parte per la Malaysia. Con un buon amico, qualche libro, la macchina fotografica e la voglia di stare superbene. La bottega dei giocattoli di carta chiude per ferie qualche giorno. Buona estate!

lunedì 28 luglio 2008

Per la gioia delle signore

Questa devo condividerla con voi.
Una scoperta rivoluzionaria per "il modus vivendi della donna moderna".
Signore, con gioia e un po' di emozione vi presento Shewee, "un dispositivo in plastica stampata, con uno speciale design ergonomico, che consente alle donne di qualsiasi età di urinare restando in piedi e senza necessariamente togliersi i vestiti". La notizia arriva da L.R. della XXX Sas, che ci comunica la notizia inviando una mail alla redazione: «Avremmo picere di portare a conoscenza delle vostre lettrici - scrive il solerte ufficiale di stampa nel comunicato - quanto sopra sinteticamente riportato, e a tale scopo abbiamo predisposto un breve articolo redazionale, informativo e non pubblicitario, che vi chiediamo di pubblicare sulle vostre riviste e che troverete in allegato». A prescindere dalle virgole, traduco: scriveteci un articolo gratis. Beh, grazie a L.R. perché mi ha donato due minuti di allegria. Donne, che pensate della trovata?

giovedì 24 luglio 2008

Lo giuro


Da questa bottega dei giocattoli di carta io sottoscritto Giornalaio giuro sulla testa dei miei figli (spirituali, putativi, virtuali e futuri) che non mi avvarrò mai del lodo Alfano.

martedì 22 luglio 2008

Tra le due ferie

Vi avviso che 'sto giro niente Mara, niente Studiaperti, solo una lunga lamentazione senza troppo senso su qualcosa che rimugino da qualche giorno. Un post un po' palloso, quindi se non volete rompervi le scatoline potete saltare. Se leggete, non fate finta di non averlo letto. Due righe da chi mi conosce mi fanno piacere.

Rientrato domenica pomeriggio dalle ferie, all'orizzonte ferie più lunghe a partire dal due agosto. Nel frattempo un ritorno pesante al lavoro. Poca, pochissima voglia di fare. Elezioni del Cdr (comitato di redazione, cioè i rappresentanti sindacali della redazione) finite piuttosto male, con la vittoria di un "pacchetto" di candidati che credo non abbia la tutela dei nostri interessi come primo obiettivo. L'altissima probabilità che al prossimo giro di nomine resterò un bottegaio semplice, mentre altri con alle spalle gestioni fallimentari e incapacità conclamate diventeranno capobottega o vicecapobottega per come hanno usato le loro doti linguistiche col padrone. Ma non c'è solo questo.

Da qualche giorno mi sono iscritto a Facebook. Non so se lo conoscete, è un social network attraverso il quale puoi trovare i tuoi amici o conoscenti iscritti. Grazie a questo sito ho ritrovato un bel po' di gente dei tempi della California (ci sono stato per un anno accademico, ma questa è un'altra storia), dell'università, di scuola. E ho ripensato a quando, guardando al futuro, mi pensavo ovunque. Giornalaio sì - è sempre stato il mio sogno - ma giornalaio ubiquo. Magari non famoso, ma in giro per il mondo a vedere e poi raccontare quello che avevo visto.

E invece sono rinchiuso tra quattro mura, nella mia mediacittàdelnord. Senza stimoli. E faccio di uno stipendio onorevole e di un articolounopiùunicocheraroconunmercatodellavorocosìsaturo (come dicono tanti colleghi... e lo dicono così, tutto d'un fiato) la zavorra e la scusa per non mollare tutto e cercare quello che ho sempre sognato e che ora rischia di trasformarsi solo in un rimpianto, in un "era il mio sogno". Io voglio raccontare. Raccontare scrivendo. Raccontare in un modo diverso, cioè coordinando il lavoro di una redazione, mi va benissimo. Ma datemi gli strumenti per farlo davvero. E ditemi se faccio male o bene il mio lavoro. E almeno ricordatevi il mio nome.

Un discorso un po' da Geppetto, anche contorto, che non vorrei fare perché odio questo genere di lamentationes che non conducono a nulla, ma in questi giorni mi sento così. E in fondo Geppetto lo sono sempre stato, anche a 16 anni. Ma forse a 27 voglio diventare Mangiafuoco.

giovedì 10 luglio 2008

Mara per sempre

La bella e competente ministra Mara ha subito ripetuti attacchi e accuse che non sto qui a ripetere perché questa è la Bottega dei giocattoli di carta e non il Boudoir della sora Guzza. Ma la nostra amata Carfy, che tanto bene ha fatto all'Italia con la sua rubrica di consigli con Antonio Lubrano, sa reagire decisa. E incassa attestati di solidarietà bipartisan, come spiega repubblica.it.

«Alcune donne del Pdl hanno manifestato solidarietà nei suoi confronti dopo gli attacchi di piazza Navona. Si aspettava qualche parola da parte del Pd?
Non è il mio primo pensiero, ma non è detto che non arrivino altri attestati. La giornata è ancora lunga no? Poco fa mi è arrivato un sms molto carino da parte di Paola Binetti».

Ma lo sapevate che la brava Mara, quando vede la bustina degli sms lampeggiare sul suo cellulare, ha sempre la tentazione di chiedere al Comitato se dentro c'è il Superpremio?

mercoledì 9 luglio 2008

Chiudete quello Studio


Classico pezzo di Studio Aperto sul clima. Vabbè, si sa che per il telegiornale di Italiauno non esistono le mezze stagioni, quindi o è emergenza caldo o è allarme freddo.
Ma oggi ho visto una cosa davvero incredibile: una giornalista d'assalto in giro sui bus romani con la missione di dimostrare che dentro ci fa caldo. Mostrava orgogliosa, stretto in pugno, un termometro digitale. Che segnava - aria condizionata a palla o guasta poco importava - 36 gradi in tutti gli autobus "visitati". Non è che la temperatura era quella della sua mano?

Per non farsi mancare niente, dopo il servizio sulla temperatura corporea della sana telegiornalista, un bel pezzo sulle nuove offerte di Mediaset Premium. Cioè un pezzo pubblicitario, che dovrebbe portare l'Ordine all'apertura di un fascicolo e magari a qualche sanzione per chi si è prestato a firmarlo oltre che per il direttore. Ma si sa, il contratto e l'etica professionale te li fanno studiare per lo scritto all'Ergife e l'orale al lungotevere de' Cenci... poi ti puoi pure scordare tutto.

venerdì 4 luglio 2008

No thanks, I'm on a diet

Niente pasta, niente dolci. Niente birra. Per almeno un mese. C'è fermento in bottega, perché il Giornalaio si è messo in dieta. «Dieta seria», spiegava ieri notte alla sua vicina di casa mentre fumava la terza Camel ammazza-fame. Nessun turbamento negli occhi della simpatica T., probabilmente avvezza a dichiarazioni d'intenti nutrizionistiche da parte di mamme e amiche, sistematicamente smentite da brioche trangugiate senza ritegno. «Dieta di dietologo», sfoderava allora il giornalaio. Colpendo nel segno: lo sguardo di T., tra l'ammirazione e il compatimento accompagnava un laconico «Allora fai sul serio».
Beh, non lo so se faccio sul serio. Però da tanto volevo mettermi in regola. Ottantasei chili e una pancia che mi rompe sono stati la molla, insieme alla necessità di mettere un po' d'ordine in un regime alimentare devastante. Quindi, approfittando del fatto che la mutua della nostra casta di bottegai di carta passa anche le visite dietologiche, mercoledì mi sono trovato faccia a faccia con il dottor R. "Specialista in nefrologia e scienza dell'alimentazione" recita la pomposa carta intestata. Questo dottor R., cecato come pochi, assolutamente incapace di rileggere la propria scrittura, sovrappeso come solo un dietologo può essere (è un po' come per i parrucchieri calvi... un conto è la teoria, altro la pratica), sembra la versione buona del dottor Birkermeier. Ve lo ricordate il dottor Birkermeier? Era quello di «Fuori croccante panatura, dentro kvore di patata. Peccato tu non pozza manciare». Ma sì: il dietologo di Fantozzi nel terzo film della serie, Fantozzi contro tutti. Versione buona. Così, mentre il dottor B. costringeva il povero ragioniere a prolungati digiuni aiutandosi con convincenti scudisciate, il dottor R. ha adottato un'arma molto più potente: il sorriso. Così, sorridendo sorridendo, mi ha tolto per un mese pasta, birra, dolci, uova. Ed è riuscito perfino a farmi promettere che una volta alla settimana troverò il tempo di dedicarmi a un po' di moto. Chi mi conosce sa che io sto all'attività sportiva come Bice Biagi al giornalismo. Comunque sapete una cosa? Qualche mio amico, conoscendomi forse meglio di me, forse pensa che non reggerò per molto. E boh, magari sarà così. Ma io per il momento ci credo. Ne riparliamo al prossimo controllo: «trenta luglio, con tre chili in meno». Speriamo. E fatemi gli auguri.

P.S. Se qualche collega vede un idiota che si aggira per conferenze stampa con una mela al seguito... beh, sono io con il mio spuntino di metà mattina. «Non lo può saltare», mi ha detto il mio personale Birkermeier. Con il sorriso stampato in faccia, e io non ho potuto fare a meno di obbedire.

mercoledì 2 luglio 2008

Che faccio, ci vado?

Preg.mo Signore
abbiamo il piacere di invitarLa a far parte della Giuria per la selezione provinciale di Miss Italia.
La manifestazione, come avrà avuto modo di apprendere, è in programma sabato prossimo, 5 luglio, alle ore 21 in piazza xxx Xxxxxxxx.
Grati se vorrà confermarci l'accettazione, cogliamo l'occasione per porgere i ns. migliori saluti.
Con viva cordialità
Xxxxxx Xxxxxxxxxxx
Presidente Xxxxx Xxxxxxx Spa

Che faccio? Ci vado?