venerdì 4 luglio 2008

No thanks, I'm on a diet

Niente pasta, niente dolci. Niente birra. Per almeno un mese. C'è fermento in bottega, perché il Giornalaio si è messo in dieta. «Dieta seria», spiegava ieri notte alla sua vicina di casa mentre fumava la terza Camel ammazza-fame. Nessun turbamento negli occhi della simpatica T., probabilmente avvezza a dichiarazioni d'intenti nutrizionistiche da parte di mamme e amiche, sistematicamente smentite da brioche trangugiate senza ritegno. «Dieta di dietologo», sfoderava allora il giornalaio. Colpendo nel segno: lo sguardo di T., tra l'ammirazione e il compatimento accompagnava un laconico «Allora fai sul serio».
Beh, non lo so se faccio sul serio. Però da tanto volevo mettermi in regola. Ottantasei chili e una pancia che mi rompe sono stati la molla, insieme alla necessità di mettere un po' d'ordine in un regime alimentare devastante. Quindi, approfittando del fatto che la mutua della nostra casta di bottegai di carta passa anche le visite dietologiche, mercoledì mi sono trovato faccia a faccia con il dottor R. "Specialista in nefrologia e scienza dell'alimentazione" recita la pomposa carta intestata. Questo dottor R., cecato come pochi, assolutamente incapace di rileggere la propria scrittura, sovrappeso come solo un dietologo può essere (è un po' come per i parrucchieri calvi... un conto è la teoria, altro la pratica), sembra la versione buona del dottor Birkermeier. Ve lo ricordate il dottor Birkermeier? Era quello di «Fuori croccante panatura, dentro kvore di patata. Peccato tu non pozza manciare». Ma sì: il dietologo di Fantozzi nel terzo film della serie, Fantozzi contro tutti. Versione buona. Così, mentre il dottor B. costringeva il povero ragioniere a prolungati digiuni aiutandosi con convincenti scudisciate, il dottor R. ha adottato un'arma molto più potente: il sorriso. Così, sorridendo sorridendo, mi ha tolto per un mese pasta, birra, dolci, uova. Ed è riuscito perfino a farmi promettere che una volta alla settimana troverò il tempo di dedicarmi a un po' di moto. Chi mi conosce sa che io sto all'attività sportiva come Bice Biagi al giornalismo. Comunque sapete una cosa? Qualche mio amico, conoscendomi forse meglio di me, forse pensa che non reggerò per molto. E boh, magari sarà così. Ma io per il momento ci credo. Ne riparliamo al prossimo controllo: «trenta luglio, con tre chili in meno». Speriamo. E fatemi gli auguri.

P.S. Se qualche collega vede un idiota che si aggira per conferenze stampa con una mela al seguito... beh, sono io con il mio spuntino di metà mattina. «Non lo può saltare», mi ha detto il mio personale Birkermeier. Con il sorriso stampato in faccia, e io non ho potuto fare a meno di obbedire.

6 commenti:

Estia ha detto...
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Estia ha detto...

Con un bel sorriso ti faccio notare che il titolo suona un po' da presa in giro, non ti pare?
"I'm on a..."
ma ammiro l'impegno!!! io non so se ce la farei...
coraggio!

Simone Esposito ha detto...

Cara Commara, nessuno ti può capire come uno che sta per mettersi a letto con lo stomaco che urla come un coyote ma anche con n. 6 (sei) chili in meno nel panzone dal 10 giugno u.s.. E il tuo birkermeier non è devoto a Patro Pio come quello di cui faccio la dieta a scrocco (e che sul piano settimanale mi raccomanda 20 minuti di preghiera al giorno). Coraggio, dopo un po' di giorni a stecchetto la sensazione di morte imminente non la proverai più.

Marta ha detto...

Direi che ce la puoi fare. Non è facile, specie quando accade quello che ha scritto nel commento Simone Esposito (l'urlo dello stomaco...). Ma ne vale la pena, cario giornalaio anche per non darla vinta al super dottore della nostra cassa salutistica ;-)

archilella! ha detto...

IN BOCCA AL LUPO GIORNALAIO!!!

Anonimo ha detto...

come sta procedendo la dieta?
cri